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Guida alla bonifica

Rimozione amianto ed eternit dal tetto: come funziona la bonifica fatta bene

Le lastre in cemento-amianto posate fino agli anni Ottanta coprono ancora capannoni, ricoveri agricoli e qualche abitazione. Finché sono integre non emettono fibre, ma il degrado da gelo, grandine e muschio le rende friabili: da lì la bonifica non è più una scelta estetica.

Quando la rimozione è necessaria

Non esiste un obbligo generalizzato di rimuovere l’eternit integro, ma esiste l’obbligo di valutarne lo stato di conservazione e di intervenire quando è degradato. Lastre con superficie sfibrata, muschio radicato, crepe, bordi sbriciolati o affioramento evidente dei fasci di fibre sono i segnali che gli enti sanitari considerano critici.

La valutazione si fa con un sopralluogo e, nei casi dubbi, con l’indice di degrado documentato fotograficamente. Su edifici in vendita o in ristrutturazione, la presenza di amianto va comunque dichiarata e gestita.

Chi può eseguire la bonifica e con quale iter

La rimozione può essere eseguita solo da imprese iscritte all’apposita categoria dell’Albo Gestori Ambientali, con personale formato e sorveglianza sanitaria. Prima del cantiere si presenta un piano di lavoro all’organo di vigilanza territoriale, che descrive metodologia, protezioni, confinamento e destinazione dei rifiuti.

In cantiere le lastre si trattano con incapsulante, si smontano intere senza romperle, si calano a terra senza scivoli e si confezionano in pallet sigillati ed etichettati. Ogni carico viaggia con formulario e la filiera si chiude con la quarta copia che certifica l’avvenuto smaltimento in impianto autorizzato.

Incapsulamento e sovracopertura: le alternative

Quando le lastre sono ancora in condizioni discrete, la normativa ammette l’incapsulamento con prodotti certificati che bloccano il rilascio di fibre, oppure la sovracopertura con un nuovo manto metallico posato sopra l’esistente. Costano meno della rimozione, ma non eliminano il problema: lo congelano, con obbligo di controlli periodici e con il nodo che prima o poi la rimozione andrà comunque fatta.

Il nostro consiglio onesto: sulle coperture a fine vita la rimozione con sostituzione è quasi sempre la scelta economicamente più sensata sul ciclo di vita dell’edificio.

Con cosa si sostituisce una copertura in eternit

Su capannoni e ricoveri la sostituzione tipica è il pannello sandwich coibentato: leggero, veloce da posare, isolato di serie e adatto alle pendenze basse. Sulle abitazioni si valuta caso per caso fra pannello, lamiera aggraffata e manto in tegole, in base a struttura, pendenza e contesto.

La sostituzione è anche l’occasione per correggere i difetti storici di queste coperture: niente isolamento, condensa a gocce nei mesi freddi, lucernari opachi. Il salto di qualità per chi lavora o vive sotto è immediato.

Tempi e documenti che restano al committente

Fra presentazione del piano di lavoro, attesa tecnica e cantiere, una bonifica media si chiude in poche settimane; la rimozione fisica delle lastre su un capannone standard dura pochi giorni. A fine lavori il committente riceve i formulari con quarta copia e la documentazione fotografica: è il fascicolo che dimostra, anche in caso di vendita futura, che la bonifica è stata eseguita a norma.

Gestiamo l’intero percorso come referente unico, dalla valutazione iniziale alla nuova copertura finita, con squadra interna anche per la parte edile.

Domande frequenti

Come faccio a sapere se il mio tetto contiene amianto?

Le coperture ondulate grigie posate prima del 1994 sono le principali indiziate. La conferma si ha con l’analisi di un campione in laboratorio accreditato: un accertamento rapido che organizziamo noi durante la valutazione.

Posso rimuovere da solo poche lastre del mio capanno?

No. Anche piccole quantità richiedono impresa abilitata, piano di lavoro e smaltimento tracciato: il fai da te espone a fibre pericolose e a sanzioni rilevanti, e i frammenti abbandonati diventano un problema ambientale serio.

Il muschio sull’eternit è pericoloso?

È uno degli acceleratori di degrado peggiori: le radici disgregano la superficie del cemento e liberano le fibre. Un tetto in eternit coperto di muschio è tipicamente un tetto da bonificare, non da pulire, perché l’idropulizia su amianto è vietata.

Durante la rimozione devo lasciare l’edificio?

Di norma no: il lavoro avviene all’esterno con l’area di cantiere confinata e le lastre trattate a umido con incapsulante. Le prescrizioni specifiche vengono definite nel piano di lavoro approvato prima dell’apertura del cantiere.

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