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Guida alle infiltrazioni

Infiltrazioni dal tetto: come nascono e come si trovano davvero

La macchia sul soffitto è solo l’ultimo capitolo di una storia iniziata mesi prima, quasi mai nel punto in cui la vedete. Capire come l’acqua viaggia dentro una copertura è la differenza fra una riparazione mirata e mesi di tentativi a vuoto.

Perché la macchia non indica il punto d’ingresso

L’acqua che supera il manto non cade in verticale: scorre lungo la membrana, segue i listelli, corre dentro le onde della guaina e scende lungo i puntoni finché non trova un giunto, un foro di chiodo o una trave dove fermarsi e gocciolare. Fra il punto d’ingresso sul tetto e la macchia in casa possono esserci anche cinque o sei metri in orizzontale.

Per questo sigillare il soffitto o la zona di tetto sopra la macchia raramente risolve: si sposta solo il percorso dell’acqua. La ricerca seria parte dal manto, non dal soffitto.

I segnali d’allarme da non ignorare

Aloni giallastri che si allargano dopo ogni pioggia intensa, pittura che si gonfia a bolle, odore di umido nel sottotetto, muffa negli angoli alti delle stanze all’ultimo piano, legno scurito attorno al camino. Ognuno di questi segnali dice che l’acqua entra già da tempo: le prime settimane di infiltrazione sono quasi sempre invisibili dall’interno.

D’inverno un segnale in più è il ghiaccio: se sulla falda si formano lame di ghiaccio in gronda, l’isolamento perde calore in modo non uniforme e lo scioglimento ricongelato può forzare l’acqua sotto le tegole.

Dove entra l’acqua: i punti critici ricorrenti

In vent’anni di cantieri i colpevoli sono quasi sempre gli stessi: le converse attorno ai camini con la sigilatura secca o la scossalina scollata; i compluvi dove due falde si incontrano e l’acqua corre concentrata; le tegole rotte o spostate dal vento; i lucernari con le guarnizioni invecchiate; le grondaie ostruite che fanno tracimare l’acqua all’indietro sotto la prima fila di tegole.

Su tetti piani il punto debole sono i risvolti verticali della guaina sui parapetti e gli scarichi: quando il bocchettone si stacca dalla membrana, l’acqua entra direttamente nel pacchetto.

Come si trova il punto esatto

La ricerca comincia salendo sul tetto e ripercorrendo il flusso dell’acqua a ritroso dal punto della macchia verso il colmo, ispezionando ogni attraversamento: camini, antenne, lucernari, compluvi. Fotografiamo ogni anomalia e, nei casi ostinati, facciamo una prova d’acqua controllata bagnando una zona per volta finché l’ingresso non si conferma.

Solo a quel punto ha senso riparare: sostituire le tegole compromesse, rifare la conversa, sigillare a regola d’arte. Una riparazione mirata costa una frazione del rifacimento e, fatta bene, chiude la storia.

Cosa succede se si aspetta

Il legno bagnato non si asciuga mai del tutto dentro un pacchetto di copertura: marcisce. Una trave che oggi si ripara con qualche centinaio di euro, dopo due inverni può richiedere il ripristino strutturale di una porzione di falda. L’isolamento bagnato perde gran parte del potere isolante e non lo recupera: si sostituisce.

La regola pratica è semplice: alla prima macchia che si allarga dopo la pioggia, far salire qualcuno sul tetto entro poche settimane. È l’intervento con il miglior rapporto fra tempestività e risparmio di tutta l’edilizia.

Domande frequenti

In quanto tempo intervenite per un’infiltrazione attiva?

Per le urgenze con acqua in casa cerchiamo di fare il sopralluogo entro pochi giorni lavorativi e, dove serve, mettiamo subito in sicurezza la zona con una copertura provvisoria in attesa della riparazione definitiva.

Come distinguo un’infiltrazione dalla condensa?

La condensa compare nei mesi freddi, in modo diffuso e spesso negli stessi punti ogni mattina, tipicamente su ponti termici. L’infiltrazione si attiva con la pioggia e si allarga dopo ogni evento. Il sopralluogo distingue i due casi in pochi minuti, e le soluzioni sono completamente diverse.

L’assicurazione casa copre i danni da infiltrazione?

Dipende dalla polizza: molte coprono i danni causati ai locali ma non la riparazione della copertura stessa. Vi forniamo relazione fotografica e preventivo dettagliato, che sono i documenti che la compagnia chiede per aprire la pratica.

Si può riparare d’inverno o bisogna aspettare?

Le riparazioni puntuali si fanno tutto l’anno, basta una finestra di tempo asciutto. Anzi, aspettare la primavera con un ingresso d’acqua attivo è la scelta peggiore: ogni pioggia aggiunge danno alla struttura.

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